Shark - Giustizia A Tutti I Costi (in originale semplicemente “Shark“) è un brillante telefilm prodotto da Ian Biederman con protagonista Sebastian “Shark” Stark, interpretato da uno splendido James Woods. Composto da 2 stagioni e successivamente chiuso dalla CBS, in Italia è stato tramesso in modo altalenante (ma vi stupivate sul serio, sì?) da Rete 4, per poi essere sospeso a 3 puntate dalla conclusione della prima stagione. La seconda, in Italia, è ancora inedita. Racconta le vicende di “Shark” che dopo un caso andato a finire male, decide di smettere con la carriera da avvocato difensore ed accetta la proposta del procuratore generale Manuel Delgado di diventare il capo di una divisione di pubblici ministeri che si occupa di casi d’alto profilo. Al suo fianco, la brillante Raina Troy (Sophina Brown), l’ambiziosa Madaline Poe (Sarah Carter), il “raccomandato” Casey Woodland (Sam Page) e l’idealista Martin Allende (Alexis Cruz), che abbandonerà a metà stagione il cast. Il tutto sotto l’occhio vigile di Jessica Devlin, procuratore distrettuale (Jeri Ryan, Sette di Nove per gli appassionati di Star Trek - Voyager)
Oltre al pesante lavoro che lo assilla, Sebastian Stark ha anche da pensare a sua figlia, Julie (Danielle Panabaker), che dopo il divorzio con la moglie, decide di rimanere col padre, nella sua lussuosissima villa. L’adolescenza della figlia metterà in seria crisi Stark, abituato a lunghe arringhe in tribunale, un pò meno a parlare con Julie. Fra macchine lussuose, vestiti perfetti, sarcasmo ed ironia che contraddistinguono Shark, il telefilm è piacevolissimo, scattante, mai noioso, ricco di colpi di scena.
Di prossima uscita il cofanetto DVD della prima serie.
10+ per un telefilm che, ahimé, non vedrà mai una conclusione logica. C’est la vie.
Giustizia. Che cosa significa? Nel caso di oggi significa che se un individuo è accusato di tentato omicidio, questa accusa bisogna provarla, al di là di ogni ragionevole dubbio. E per provare un tentato omicidio, c’é solo una cosa che conta: l’intenzione.
Sarò onesto con voi: Gordie Brock è un poco di buono. E’ tornato a casa ubriaco, ha picchiato sua moglie Deena e l’ha mandata all’ospedale. Ma, quando Deena Brock era distesa per terra, priva di sensi, è stato Gordie Brock che ha chiamato un’ambulanza, è stato Gordie Brock ad impedire che morisse dissanguata, mentre aspettavano i soccorsi. Questo fa di lui un eroe? Certamente no. Ma ciò dimostra senz’altro una cosa, anche se ha picchiato sua moglie, non aveva intenzione di ucciderla. Non ha avuto mai, mai intenzione di ucciderla. Potete disprezzare Gordie Brock perché ha picchiato sua moglie, è giusto… ma quando andrete a deliberare ricordate ciò che vi ho detto, perché è il nocciolo di questo caso. Avete un lavoro da fare, questo lavoro è servire la giustizia. E fortunatamente la pubblica accusa vi ha semplificato il compito. Due parole: non colpevole.
( da Shark - 1×01 - Pilot)


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